Marrakech, una città in cui perdersi

Marrackech è una città che può farti sognare, tra orizzonti infuocati, palme, montagne e deserto. Dove il vecchio convive con il nuovo. Marrakech è una città di grandi contrasti che attirano tanti turisti in questa città, che fece innamorare anche Yves Saint Laurent, che visse e morì qui. Il Musée Yves Saint Laurent conserva i bozzetti e l’intera collezione dello stilista.

La piazza di Marrakech è al centro di tutto

La piazza di Marrakech si chiama Djemaa el fna, che significa “assemblea dei morti” ma non c’è niente di più vivace di questo spazio che vive fino a notte fonda, oggi come in passato. Alla Maison de la photographie, bellissime immagini d’epoca la mostrano con gruppi di persone raccolte intorno a suonatori o ballerini. Dalla piazza si passa per andare verso la Koutoubia, il principale edificio religioso della città, e per raggiungere la Mellah, il quartiere ebraico.

Jardin Majorelle

Un’”oasi in cui i colori di Matisse si mescolano a quelli della natura”. Così Pierre Bergé, compagno di Yves Saint Laurent, descriveva il Jardin Majorelle, uno dei luoghi più magici di Marrakech. Un angolo di pace in cui si mescolano suggestioni dal mondo islamico e dalla botanica. Non troppo distante dalla Medina, ma separato dal suo caos. Un giardino difficile da dimenticare per chi ha la fortuna di visitarlo, la cui storia è strettamente correlata a quella del suo ideatore, Jacques Majorette pittore orientalista francese, Majorelle giunse in Marocco nel 1919, rimanendo immediatamente sedotto da Marrakech, tanto da decidere di trasferirvisi a seguito dell’acquisto di un vasto palmeto che sarebbe poi divenuto il Jardin Majorelle che oggi conosciamo. Suo desiderio era quello di dar vita a un giardino lussureggiante che fosse un luogo di pace e tranquillità, in cui poter dedicarsi alla pittura.

Jardin Majorelle
Jardin Majorelle

A passeggio senza fretta 

Per chi vuole avere un’idea della vita nei quartieri, il suggerimento è di andare a Bab Dukkala e di curiosare fra le botteghe, mangiare sul posto, attirati dalle mini tajine in cui cuoce la carne, curiosare nelle pescherie. Poi da qui in pochi minuti si raggiunge il Centro culturale Dar el Bacha che ospita mostre ma, soprattutto, un giardino e stanze decorate di pura bellezza.

Per vivere questa meravigliosa città bisogna girare per le strade del souk senza timore, bisogna vagare tra i banchi degli ambulanti cercando di non urtare niente e nessuno, sorridere guardando galline che razzolano libere tra le verdure e carni piene di mosche appese al macello non più grande di una porta. Bisogna immergersi nei colori e negli odori di questa città, in bilico tra profumi inebrianti di spezie e ambra. Bisogna camminare un passo dopo l’altro e farsi rapire da tutto ciò che ci circonda.

E tornerai a casa con gli occhi pieni di gioia, felicemente persi.

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